Che raccoglitore di funghi sei?

/ Natura, Sneak Peek

La stagione di funghi è ufficialmente aperta! E tu, che raccoglitore di funghi sei? Scopri la ricetta più adatta a te.

Forse non ci hai mai pensato, ma se sei un appassionato di funghi la vera domanda è: che raccoglitore di funghi sei?

Settembre è il mese in cui si raccolgono le energie dopo un’estate iniziata troppo tardi e conclusa troppo presto. Ma per gli amanti della natura e delle passeggiate nei boschi, delle tagliatelle ai porcini e dei finferli trifolati, settembre è anche il mese che inaugura la stagione dei funghi!

Ad ogni raccoglitore di funghi, la sua ricetta

Girando nei boschi, non di rado è possibile ammirare da vicino alcuni esemplari di cercatori di funghi: ma bisogna muoversi con cautela per evitare di spaventarli.

Fortunatamente chi cerca trova e ci abbiamo già pensato noi. Sei curioso di scoprire quale raccoglitore di funghi si nasconde in te e quale ricetta fa al caso tuo? Iniziamo!

RACCOGLITORE #1: l’inesperto

L’inesperto. Cominciamo dall’esemplare di cercatore di funghi più comune, bene aggiungere anche meno esperto. E detta così, suona più come un eufemismo. 

Il cercatore di funghi in questione non esce mai da solo: di solito, lasciatosi convincere da un cercatore di funghi più pratico, si trascina di buon’ora per i boschi la domenica mattina, rimpiangendo per gran parte del tempo il tepore delle lenzuola. 

Questa tipologia di cercatore di funghi suole raccogliere dal terreno qualunque specie gli si palesi sotto il naso, infrangendo periodicamente il soave silenzio della natura con la domanda “questo è buono?”, rivolta all’amico, ricercatore più esperto, al quale va riconosciuta un’inoppugnabile pazienza e la nostra massima solidarietà. 

Purtroppo questo esemplare è parecchio distratto o sfortunato, a seconda di come la si interpreti. Trova solo funghi non commestibili o altamente tossici.

Non importa che il fungo in questione sia rosso, a pois bianchi e ospiti una colonia di Puffi. Ebbene si, le case dei protagonisti di uno dei cartoni animati più amati dalla Generazione X, trattasi dei velenosissimi funghi Amanita!

Il ricercatore mostrerà la casa di Grande Puffo al compagno esperto sperando di ricevere un cenno di approvazione. Ma deluso, lo getterà via con l’amaro in bocca (fortunatamente solo metaforico), promettendo a se stesso che quella sarà l’ultima volta che andrà a cercare funghi.

Questo raccoglitore di funghi parecchio sfortunato, è però un abile manipolatore: facendo leva sulla pietà e sensibilità del più navigato ma ingenuo cercatore, riuscirà a farsi cedere una bella e soleggiata distesa di funghi prataioli, dislocati in un’area di 3mx3m.

Eccolo lì, l’inesperto raccoglitore comodamente steso su un prato, che tra un fungo e l’altro condivide con i suoi followers il momento, postando una foto #picoftheday accompagnata da “in cerca di funghi” sui social e inviando sui suoi gruppi WhatsApp uno speciale “buongiorno fungoso a tutti!”.

I prataioli sono tra i funghi più comuni e più semplici da raccogliere, conosciuti, cucinati e apprezzati in tutto il mondo. Il raccoglitore subdolo, opportunista e comodista per inclinazione, una volta tornato a casa, cerca su google il modo più semplice per cucinarli ma che sia anche d’effetto: alla tentazione di un feed instagrammabile acchiappalike il nostro raccoglitore inesperto non può proprio resistere!

PRATAIOLI MARINATI A CRUDO

Tempo di preparazione stimato, 3 min. Si prende il fungo, si pulisce eliminando i residui di terra, lo si affetta finemente, si adagia su un vassoio e si versa sopra un miscuglio di succo di limone, olio, sale e pepe. Se vi piace, aggiungete prezzemolo, scaglie di grana, rucola.

Facile vero?

RACCOGLITORE #2: il fantasma

Il fantasma. C’è chi lo ritiene l’esemplare più affascinante. Stiamo parlando del raccoglitore fantasma.

Questa tipologia di raccoglitore di funghi seriale sa quando colpire e lo fa alle prime luci del mattino, quando ancora gli altri cercatori di funghi stanno facendo colazione al bar prima di lasciarsi il mondo civilizzato alle spalle.

Il cercatore fantasma è la sintesi geneticamente modificata di un radar umano e una creatura leggendaria (tipo il mostro di Loch ness, o lo yeti). Esiste davvero? Qualcuno lo ha mai visto?

Sappiamo che si sposta raramente in branco, e se lo fa approfitta di un attimo di distrazione generale per dileguarsi misteriosamente nel nulla.

Se vi capita di andare in giro per i boschi alla ricerca di funghi in sua compagnia, ricordate sempre di aspettare tra le 5 e le 7 ore prima di dare l’allarme e mobilitare le squadre di ricerca.

Il nostro raccoglitore non si è perso, non è stato rapito, né divorato da una colonia di ghiri – adorabili roditori che pullulano sui Nebrodi -, dubbio lecito, visto che negli ultimi tempi hanno introdotto nella loro dieta nuovi alimenti, e chissà non arrivi il turno dell’uomo.

No, niente di tutto ciò. Il raccoglitore fantasma ha probabilmente raggiunto l’altra dimensione, un’area non meglio identificata di cui soltanto lui conosce la via d’accesso. Provarlo a pedinare è inutile, vi seminerebbe in un batter d’occhio; né avrebbe senso chiedergli direttamente di mostrarvi il suo posto segreto.

Ricordate la fiaba di Hansel e Gretel? Non erano stati abbandonati nel bosco a causa delle precarie condizioni economiche familiari: avevano visto troppo!

Il raccoglitore fantasma porterà il suo segreto nella tomba, piuttosto che rivelarlo ad anima viva.

In questo infrattato e ombroso triangolo delle bermuda, si spande davanti ai suoi occhi una succulenta distesa di mazze di tamburo. Da quale esperto che è, il raccoglitore fantasma sa che questa pregiata varietà di funghi cela però tremende insidie.

Le mazze di tamburo non sono commestibili crude, sono altamente deperibili e un’irresistibile preda per larve e lumache. La mazza di tamburo difficilmente cresce in solitudine. E’ per questo che bisogna desistere dal raccoglierne una quantità eccessiva: si rischierebbe di doverne gettare via buona parte, se non consumate in tempo.

Il raccoglitore fantasma questo lo sa. Lui non è affatto ingordo e sceglie le sue vittime con cura. Sa che se si raccolgono esemplari troppo avanti con l’età si fa prima a buttarli, così come è meglio evitare funghi ancora troppo giovani, che sono tossici e facilmente confondibili con una varietà molto simile, di dimensioni più ridotte ma velenosa.

Meglio puntare su funghi giovani ma non troppo, magari con il cappello ancora chiuso, che potrà far maturare al punto giusto mettendoli a mollo in un bicchiere d’acqua.

Il raccoglitore fantasma se ne va in giro per il bosco avvolto da un alone di mistero, ma che la mazza di tamburo, così insidiosa e così deliziosa, sia il suo fungo preferito, lo sanno pure le pietre.

MAZZE DI TAMBURO IMPANATE E FRITTE

La morte sua. Pulite il fungo e separate il cappello dal gambo. Con questo potete farci un sugo se volete, ma con il cappello no. I cappelli delle mazze di tamburo vanno impanati e fritti, proprio come una cotoletta alla milanese. Ma qui siamo in Sicilia, e non ce ne stiamo mica a pettinare le bambole. Con queste belle mazze di tamburo impanate e fritte potete assemblare una parmigiana alternativa, ma non meno gustosa.

La salsa fatta in casa ce l’avete? Quella è fondamentale!

RACCOGLITORE #3: il naturalista

Il naturalista. Con un impatto ambientale pari a zero, questo raccoglitore riesce a coltivare la sua passione per i funghi con perfetto equilibrio zen.

Lui non è che ama semplicemente i funghi, lui rispetta i funghi. La natura è il suo habitat naturale, quindi non meravigliatevi se incrociandolo nei boschi o passeggiandoci insieme, lo vedrete fermarsi di tanto in tanto ad abbracciare un albero, o restare immobile con lo sguardo perso nel vuoto, fiutando l’aria come un cane antidroga. Sta cercando il re dei funghi: il porcino.

Siamo così piccoli e insignificanti al cospetto dell’Universo, e lui puntualmente ve lo ricorda mentre procede con passo felpato, quasi in punta di piedi, evitando di calpestare qualunque creatura vivente – animale o vegetale che sia -, che non sia abbastanza forte da sopportarlo.

Nonostante sia un esperto micologo, per il raccoglitore di funghi amante della natura vale sempre la prima regola del Fight Club. Mai parlare del Fight Club. No, scusate, ho avuto un lapsus.

Dicevo, la prima regola da seguire quando si va in cerca di funghi è non raccogliere funghi che non conosci o di cui non sei sicuro.

Un’altra regola alla quale il nostro raccoglitore di funghi tiene particolarmente (alla quale state sereni che in sua presenza vi atterrete anche voi) è non raccogliere mai più di un paniere di funghi: il bosco ha un suo equilibrio e non va alterato. E poi che ne sarà dei poveri raccoglitori che si aggireranno qui intorno dopo di lui? Anche altruista, il nostro raccoglitore naturalista.

Per raccogliere funghi bisogna avere l’attrezzatura giusta. Munirsi di un bastone per la ricerca, bandite borse di plastica o qualsiasi contenitore che non sia un cesto di vimini.

Oltre a essere bello da vedere, il cesto di vimini è decisamente funzionale.

I funghi adagiati con delicatezza sul fondo del paniere (ricoperto con foglie di felce), continuano a rilasciare le loro spore, che si vanno a depositare nel sottobosco, rendendo possibile la crescita di nuovi funghi; ma lo apprezzerete ancor di più quando giunti a casa, non vi ritroverete tra le mani patè di funghi.

L’aerazione consente una migliore conservazione dei funghi durante la raccolta, e li mantiene croccanti e profumati.

Sarà per la sua natura wild che il naturalista ama i sapori intensi, carnosi, che gli ricordano il bosco anche sul divano di casa. Pronto ad una nuova puntata di Super Quark, con un canovaccio che gli pende su una spalla, inizierà a spadellare mentre un odorino già inebria tutta la casa.

TAGLIATELLE AI FUNGHI PORCINI

Meglio se fatte a mano, ma non si può aver tutto nella vita. Il condimento invece lo preparate così. Pulite prima i funghi, raschiate via la terra, se è proprio necessario passateli sotto l’acqua corrente. Affettate i funghi e buttateli in padella – in cui avrete fatto scaldare prima dell’olio e uno spicchio d’aglio, oppure al posto dell’olio utilizzate il burro, se preferite. Fateli rosolare per circa 10 min. Se l’idea vi aggrada, colorate il condimento buttandoci dentro anche un paio di pomodorini (ciliegini o pachino, sarebbe l’ideale). Sale, pepe, prezzemolo. Nel frattempo avrete fatto cuocere le tagliatelle in pentola. Scolate e saltate le tagliatelle in padella con il condimento.

RACCOGLITORE #4: il cercatore d’oro

Il cercatore d’oro. Lui è un predatore del bosco: non lo fa con cattiveria, semplicemente non conosce il significato della parola “moderazione”.

Il raccoglitore di funghi in questione si reca sulla scena del crimine con una panda 4×4: quello è il suo paniere e non ne avrà abbastanza finché non l’avrà riempito fino al tettuccio.

Il cercatore d’oro “non mangerà mai, non dormirà mai e non si fermerà mai”, o almeno non finché non avrà rivoltato come un calzino l’ettaro da lui prescelto. Non c’è proprietà privata, cancello, recinzione o cartello che tenga.

Ecco che all’improvviso, in preda a un febbricitante delirio di onnipotenza, il cercatore d’oro si imbatte nella più incredibile superficie di finferli (o gallinacci) di tutti i Sette Regni, definita da lui stesso come na bella iazzata di iadduzzeddi, per intenderci.

Non è tutto oro ciò che luccica, a volte è anche meglio. E questa distesa gialla e scintillante ne è la prova.

Qui si compie la strage, e il cercatore d’oro fa piazza pulita. L’enorme soddisfazione (seconda soltanto a quella provata da Neil Armstrong quando fece il primo passo sulla Luna) viene di norma registrata dapprima sui social, con annesso book fotografico che testimonia l’evento, più prova schiacciante formato selfie (per spegnere sul nascere la diffidenza dei malpensanti).

Letale, estremamente ghiotto, ma generoso: difficilmente il nostro raccoglitore terrà un bottino da 15-20 kg di funghi misti tutto per sé.

Per questo motivo, dopo averne regalato una manciata ai vicini (e anche quando lo facesse per vantarsi, che importa?), essiccato e congelato una parte per ogni evenienza, non perderà l’occasione di invitare la famiglia e gli amici ad una mega scorpacciata a base di funghi.

Per quanto i commensali mal sopportino la sua vanagloria, il cercatore d’oro è un po’ come i democristiani: casca sempre in piedi. Perché davanti a un contornino così prelibato, chissenefrega se è insopportabile! Basta che se magna! Passa qua!

FINFERLI TRIFOLATI

Tempo di cottura, 20 min. Prima la parte più noiosa ma delicata: pulite per bene i funghi e tagliate a metà quelli più grandi. Scaldate dell’olio in padella e buttateci dentro aglio e prezzemolo ben tritati. Adesso è la volta dei finferli: non dimenticate di aggiungere il peperoncino! Salate, pepate, mettete il coperchio e controllate di tanto in tanto che non si asciughino troppo. C’è chi aggiunge il pomodoro: voi fate come volete.

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