Dimmi dove vai… l’hai visto su Spotlime?

/ Sneak Peek, Tecnologia

Spotlime è la bussola che punta sempre al divertimento non convenzionale. Funziona così: scarichi l’app sul telefono, accedi, e hai la città ai tuoi piedi.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Ma la palla di cristallo non serve più da quando con lo smartphone siamo in grado di scoprire dove ci porta la strada maestra della tecnologia. 

Noi anime vagabonde in cerca di distrazione puramente frivola, di intrattenimento leggero che faccia un po’ vagheggiare la mente annacquandola nel prosecco, in fondo non abbiamo grandi pretese!

A noi serve qualcosa che ci aiuti ad orientarci in città, una bussola che punti sempre al divertimento, preferibilmente non convenzionale. Perché va bene seguire la massa, unirsi al gregge ululando alla luna. Ma voglio confessarti una cosa: detesto quella sensazione di girare sempre in tondo, di fare le stesse cose, andare negli stessi posti, vedere sempre le stesse facce. E scommetto anche tu.

Per non parlare del fastidio congenito che si prova quando sulla novità ormai passata, il branco ha già detto la sua e quindi tu, pioniere mancato, te ne torni triste a casa e anche per oggi l’America la scopri domani.

Spotlime, l’app che ti guida alla scoperta della città.

Esiste un’app gratuita che tutti noi meritiamo ma di cui non sappiamo ancora di aver bisogno. È l’app anti noia verde lime che sta bene con tutto: cocktail bar, ristoranti, mostre, concerti, ogni tipo di evento o serata che vale la pena di essere bevuta. I film da vedere, i locali da frequentare, i panorami per farla (o farlo) innamorare. 

Invece di battere la strada, zaino in spalla, preferisci scrollarla dal divano, comodista? Ci può stare. Ma bada bene: meglio morto che pantofolaio.

Spotlime ha un’opinione su tutto e te la dice in modo smart, perché sa che l’attenzione (fai pure la pazienza) si perde facilmente; ti guida se ti senti spaesato, piazzando il suo tondeggiante iconico loghetto ovunque, con una sola missione. Your fun, our fun.

Spotlime. Istruzioni d’uso.

Come funziona Spotlime?

  1. Prima di tutto scarica l’app direttamente dallo store del tuo smartphone.
  2. A questo punto Spotlime ti chiede di fornire l’accesso alla tua posizione.
  3. Adesso effettua il login: puoi farlo direttamente da Facebook o puoi registrarti e creare il tuo nuovo profilo utente.
  4. Ora sei dentro: seleziona la città, utilizza i filtri per trovare il divertimento su misura per te.

Se clicchi su “ci vado” segnali la tua partecipazione all’evento e Spotlime te lo ricorda con un promemoria. Con “prenota” usufruisci di speciali bonus sconto – riservati solo agli utenti dell’app – da attivare allo scoccare dell’ora X, e da presentare allo staff del locale direttamente sul cellulare. Più bonus richiedi, più spotcoin guadagni. Gli spotlimers estremamente mondani possono scegliere dalla lista premi i voucher da riscattare.

Ti sembra troppo bello per essere vero, lo so. Infatti c’hai ragione. O meglio, c’hai ragione in parte. Perché la sola, caratteristica peculiare di Spotlime, è che è utilizzabile esclusivamente nelle grandi città, italiane e straniere. Dunque se vivi in un piccolo villaggio della Terra di Mezzo, mi dispiace, ma rientri in quel che si definisce “economicamente sconveniente”. Snob? Macché. Solo che gli affari sono affari. 

Rivoluzione digitale. In Sicilia? Perché no!

Il CEO di Spotlime non è una persona cattiva. Siciliano imbruttito, quello si; ma Francesco Barone adesso vive con i ritmi di una Milano frenetica e siderale, e per quanto la sua terra resti la più bella del mondo, pensa che non si sia ancora decisa a dare il colpo di reni per andare in contro al suo riscatto. Non si vive di sola bellezza, anche se – non dimentichiamolo – resta comunque una fonte di reddito.

E mentre lui ripensa al clamoroso fallimento catanese con Enjoy, il servizio di car sharing che ti aiuta a spostarti in città – a patto che non rubi o danneggi la macchina, altrimenti resta ben poco da condividere –, e alla lentezza con la quale soffia il vento dell’innovazione qui, io continuo a sognare di trovare la categoria Nebrodi nei meandri di Spotlime.

Ecco, l’ho detto. 

Qui, sui Nebrodi, serve una rivoluzione digitale, serve mettere il pepe al culo a tutti gli spacciatori di movida locale, ai prestigiatori seriali di cultura alternativa, che poverini, non è colpa loro se hanno le braccine troppo corte per abbracciare il cambiamento. Sembrano tanti piccoli T-rex che si compiacciono di starsene fermi e immobili come lucertoloni.

Di qualità fine a se stessa siamo pieni fino all’orlo: siamo nati fortunati, con la camicia hawaiana, baciati dal sole, con l’Etna sulla spalla come un pappagallo e davanti le Eolie, che le guardi ed è come se ci giocassi a ping pong. Ma abbiamo bisogno di strumenti che ci facciano migrare in casa nostra, da una parte all’altra, come formiche in azione che costruiscono piattaforme di lancio spaziali. 

Il fatto che app come Spotlime non tengano conto del potenziale di questo territorio, fa pensare che questo oltraggioso classismo geografico, celi in realtà la denuncia di una pigrizia che rimanda a domani tutto quello che dovrebbe fare adesso per tenersi al passo con il mondo. Penalizzati dai big data, siamo numeri che non contano, mentre quelli che vanno via si moltiplicano e glielo facciamo pesare.

Siamo palline pazze in cerca di pareti su cui rimbalzare. C’è un vuoto intorno a noi che va colmato. Siamo animali sociali, tenuti lontani da un gap di infrastrutture e investimenti sbagliati.

Ma creare l’esigenza significa dettare le regole. Non credi? 

Pensa per esempio, che so, alla faccia che farebbe l’Amministratore delegato di Spotlime se insorgessimo insieme pretendendo che l’agrume schizzi un po’ anche qui, ai confini del digitale, dove la bellezza si, è ovunque, ma è poco funzionale!