Le cannucce d’avena salveranno il pianeta

/ Sneak Peek, Tecnologia

Gira in rete da un po’ la foto di un uomo che tiene in mano delle cannucce davvero speciali. Quelle amico mio, sono la chiave per un futuro eco sostenibile. Ti starai chiedendo se le cannucce d’avena salveranno il pianeta. Sai che ti dico? Naturalmente!

Che esagerazione, penserai. Magari stai sorseggiando il tuo cocktail in un locale non particolarmente attento all’ambiente, che in magazzino ha kg e kg di plastica di cui disfarsi e di entrare nel circolo virtuoso delle attività plastic free, non è che gli freghi così tanto.

Magari invece sei a casa, perché se fossi fuori non perderesti mica tempo a leggere un articolo che parla di cannucce! Forse berrai il tuo cocktail più tardi. Ma io non bevo. Nemmeno un analcolico? Un frappè? Un succo? Pensaci bene, è altamente probabile che ne abbia usata o ne userai una, prima o poi.

Le cannucce d’avena prodotte in Sicilia

Tempo fa, navigando in rete, ci siamo imbattuti nella foto di una mano che impugna delle cannucce d’avena. Il post in questione ha generato oltre 100mila condivisioni, diventando virale. Ha incuriosito anche noi, tanto da contattarne l’autore.

Così, dopo averci fatto quattro chiacchiere, abbiamo scoperto che Marcello Catania è un artista del legno di Fondachelli Fantina (in provincia di Messina), e da mesi si dedica a un progetto che definirlo ambizioso è dire poco.

Le cannucce d’avena prodotte in Sicilia da Marcello hanno attirato l’attenzione da ogni parte d’Italia, per non dire del mondo. Tutti, ma proprio tutti, vogliono conoscere la storia delle sue cannucce.

cannucce naturali
Le cannucce d’avena di Marcello Catania hanno fatto il giro del mondo.

Cannucce d’avena, start up!

L’idea di strutturare un’azienda per produrre la cannuccia perfetta a impatto ambientale 0, gli ronzava in testa già da un po’. Adesso ha tutte le carte in regola per diventare una start up innovativa.

Per rispondere alle richieste di mercato, coprire le spese di produzione e registrare un margine di guadagno, diventa però essenziale garantire un numero sufficiente di cannucce. Farlo manualmente sarebbe da pazzi.

Il primo problema da risolvere è stato dunque meccanizzare il processo del taglio, che rappresenta il momento più delicato di tutta la produzione. Con l’aiuto di esperti, Marcello sta mettendo a punto uno speciale macchinario che individua gli internodi, eliminando così il rischio di ottenere delle cannucce inutilizzabili.

Un secondo problema è ottenere quanti più fusti idonei possibile, quindi coltivare questa pianta spontanea partendo proprio dalla sua semina. Da un ettaro di terreno si stima possano essere ricavate 10 milioni di cannucce. Un’azienda agricola parallela, supportata da agricoltori esperti e agronomi, si occupa di curare questa fase tête-à-tête con Madre Natura.

I risultati delle analisi microbiologiche hanno messo in evidenza che quella d’avena di Marcello è davvero la cannuccia perfetta! Naturale, funzionale, in grado di far fare un tuffo nel passato rivolti al futuro.

Unici nei a detta dell’imprenditore-artigiano? Se la si mastica, si crepa, pur continuando a funzionare. Non tu! La cannuccia si crepa! Cosa avevi capito?! E il costo, ancora troppo caro per essere davvero concorrenziale.

Eppure sembra che la cannuccia d’avena usa e getta di Marcello possa diventare il gadget plastic free più ambito dai gestori e proprietari dei migliori locali – più fashion e costosi – d’Italia.

Il consumatore attento e sensibile al tema ecologico, è stufo di locali incapaci di adeguarsi alle direttive salva pianeta. Cannucce belle, naturali e con personalità, potrebbero influenzare positivamente i clienti.

E a pensarci bene, per qualche cent in più, preferiresti un locale retrogrado a uno eco-friendly al passo coi tempi?

Lo sapevi che…

La prima cannuccia plastic free messa in vendita in Italia è stata prodotta da un’azienda siciliana. Stiamo parlando della Dolfin (pooooopopopopolareeetti!), l’industria dolciaria famosa per i suoi ghiaccioli alla frutta.

2021: la plastica ha le ore contate

Da quando l’Unione Europea ha approvato la legge che dal 2021 bandirà definitivamente tutti gli oggetti in plastica monouso, piatti, posate, cotton fioc e cannucce, hanno le ore contate.

Ecco perché adesso se ne stanno tutti lì a scervellarsi per trovare alternative che rendano meno traumatico un passaggio obbligatorio per la salute del pianeta. Liberarci dalla plastica non è più un’opzione, prima ce lo mettiamo in testa meglio è.

ALTERNATIVE ALLE CANNUCCE DI PLASTICA: PRO E CONTRO

Se Neruda avesse scritto una Ode alla cannuccia eco friendly, di sicuro ne avrebbe declinato vantaggi e svantaggi. Attualmente, le alternative alle cannucce di plastica presenti sul mercato sono (rullo di tamburi o Aria sulla Quarta Corda-che-Piero-Angela-spostati):

  • Cannucce di mais. Sono fatte di bioplastica (PLA), un materiale molto simile alla plastica che si ottiene mediante un polimero naturale.
  • Cannucce di pasta. Si tratta di un tipo di pasta forata allungata – gli ziti, una sorta di bucatino – gluten free che si mangia.
  • Cannucce di carta. Sono fatte in carta biodegradabile, disponibili in svariati colori ed effetti metallizzati.
  • Cannucce in bambù. Sono cannucce riutilizzabili, vendute con uno scovolino in dotazione.
  • Cannucce in acciaio o vetro. Anche in questo caso si tratta di cannucce riutilizzabili e dotate di un apposito spazzolino per la pulizia.

Tutte sono valide alternative plastic free. Ma a livello pratico, come vengono recepite da chi le usa?

Le cannucce di pasta pare rilascino amido che altera il sapore dei liquidi (leggete un po’ qui); quelle di carta, per quanto belle da vedere, si afflosciano; quelle riutilizzabili, nonostante vengano sterilizzate, vengono recepite negativamente dai clienti.

Le cannucce in bioplastica, le più simili alle cannucce tradizionali, sono biodegradabili, ma prova a sotterrarne una nel giardino di casa: dopo un anno sarà ancora lì.

Ti sconvolgerà sapere tuttavia, che la migliore alternativa alla demoniaca cannuccia di plastica resta bere senza la cannuccia. Se imparassimo a farne a meno, a toglierci dalla mente certi stereotipi iconografici, a fidarci di più dei nostri barman, non saremmo qui a parlare di cannucce.

Ma il punto è che lottare contro le tendenze consumistiche, non sempre da i risultati che ci aspettiamo. Meglio promuovere soluzioni che mettano d’accordo tutti, da un lato i consumatori più incalliti, dall’altro il pianeta.

Le cannucce d’avena salveranno il pianeta!

UN’AZIENDA ETICA

Quando gli chiediamo dove vuole arrivare, Marcello risponde che ha i calli sulle mani. Penserai, cosa c’entra? In effetti c’entra perché il suo obiettivo non è mica diventare ricco. Il sogno di Marcello è contribuire a migliorare il mondo fondando un’azienda etica.

Prendere dalla terra e restituire alla terra, ecco il concetto alla base della sua visione. Una percentuale del guadagno dalla vendita di queste cannucce, che potrebbero fruttare oltre 100mila euro l’anno, saranno investite in attività green e socialmente utili, come la pulizia di spiagge, la creazione di un parco o un percorso naturalistico.

In cambio Marcello vuole solo che un cartello attesti che sulla pulizia di quella spiaggia o la creazione di quel parco, ci sia lo zampino di C’avena, la sua azienda. Quel che si dice chiudere un cerchio.

Adesso Marcello sta valutando proposte di crowdfunding e finanziatori privati per concretizzare economicamente l’iniziativa. Una cosa è certa, le sue cannucce, nel loro piccolo, salveranno il mondo.

Nel suo piccolo vuol farlo anche Sneak-peek, chiedendoti di diffondere questa storia il più possibile!